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Vedere a Cirella

In giro tra i tesori di Cirella

1. CIRELLA VECCHIA. I ruderi, situati a 172 mt. sul livello del mare, sono i resti del nucleo abitativo di Cirella sorto all’incirca tra l’850 e il 1000 d.C. e cessato di esistere nel 1808, anno in cui il suo parrocoFrancesco De Patto, per ultimo, lasciò la Cirella collinare e “pazientemente se ne scese, cogli arredi sacri, alla sua Chiesa suffraganea di S. Maria dei Fiori, alla Cirella nuova del Porto” (da un’opera di Cesare Consiglio, parroco di Cirella dal 1892 al 1917).

2. TEATRO DEI RUDERI. Il Teatro dei Ruderi, costruito di recente, è un’opera architettonica di suggestiva bellezza; collocato tra i ruderi di Cirella Vecchia e il Monastero dei Minimi, ospita durante la stagione estiva spettacoli teatrali e musicali di grande livello.

3. CONVENTO DEI MINIMI. Il Convento di San Francesco di Paola, costruito nel 1545, e la chiesa annessa dedicata alla Madonna delle Grazie, furono abbandonati definitivamente dai frati francescani nel 1810, in seguito alla legge napoleonica sulla confisca dei beni del clero e la soppressione degli ordini religiosi. Nel 1617 il monastero era abitato da “monaci sacerdoti numero tre, Clerici cinque, e tre Abbati” (da un Apprezzo eseguito nel 1617 da Colantonio Svigliola per il S.R.C. di Napoli).

4. RESTI DELLA CINTA MURARIA DEL “FEUDO”. Lungo la strada che porta ai ruderi sono ancora presenti i resti del muro con cui la famiglia baronale dei Sanseverino fece recingere, nella prima metà del XVIII secolo d.C., la propria tenuta, detta appunto “feudo”.

5. MAUSOLEO ROMANO. Si tratta di un sepolcro monumentale di epoca imperiale, probabilmente del II-III secolo d.C.

6. RITROVAMENTI PREISTORICI. Cirella ha conosciuto la presenza di tribù preistoriche, come è testimoniato dai reperti fossili e litici rinvenuti durante i lavori di scavo della grotta dello “Scoglio di San Giovanni”; tali lavori furono portati avanti, tra il 1931 e il 1932, dal dott. Domenico Topa per conto della Sovrintendenza alle Antichità.

7. CHIESA S. MARIA DEI FIORI. Sull’origine della chiesa, che pure deve essere alquanto remota, non si hanno notizie certe: è testimoniata (nel citato Apprezzo dello Svigliola) la sua presenza sulla costa nel 1617; inoltre, l’iscrizione incisa sul suo portale d’ingresso rappresenta la prova più tangibile della sua esistenza nell’anno 1637. Tante le cose da vedere: colonne romane all’interno e all’esterno della chiesa, monumenti funebri del duca Catalano-Gonzaga e della duchessa Novellis di Belvedere, acquasantiere in pietra locale lavorata, capitello in stile corinzio, portale in tufo del 1637, affreschi del XV e del XVI sec. staccati dalla Chiesa di San Nicola Magno di Cirella Vecchia e dal Monastero dei Minimi, statua lignea della Madonna dei Fioriprobabilmente anteriore al XVII secolo e completamente restaurata nel 1996, ecc.

8. PALAZZO DUCALE. Costruito nel 1753 dai Catalano-Gonzaga, è stato di recente restaurato e trasformato in albergo. Nel cortile, a cui si accede da un ampio e stupendo portale, si possono ammirare la scalinata, tutta in pietra viva, e i resti di un’imponente colonna in stile dorico-ionico.

9. FORTINO NAPOLEONICO. I soldati napoleonici occuparono Cirella nel 1806 e vi eressero il “Fortino”, sistema difensivo strategico per la difesa dei punti nevralgici della costa.

10. RESTI DI VILLA ROMANA. Sulla punta di Cirella sono stati effettuati di recente dei lavori di scavo, grazie ai quali sono stati portati alla luce le mura perimetrali di un’antica villa romana.

11. TORRE DELL’ISOLA . La torre sull’Isola di Cirella, costruita tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, fu uno dei tanti presìdi costruiti sulla costa per difendere il territorio dalle incursioni turche. Un altro Apprezzo, eseguito nel 1615 da Giovan Battista Sapio, così descrive la torre: “Al presente in quella (isola) vi è fatta una Torre Regia di molta fortezza con pezzi artiglieria, et homini, che giorno e notte la guardano per socorrere il Mare, e Caricaturo e Vascelli, che ivi dimorano, e d’Estate se vi fa la guardia a piedi, ed a cavallo di notte in detto Mare se ci imbarcano li vini, che si raccogliono in detta Terra”.